.:Il Continente del Sud:.
-Cosi eravate usciti di nascosto vero- disse mio padre –No vedi zio e colpa mia sono io che lo costretto ad uscire se cè qualcuno che va punito quello sono io non lui- disse Edward in mia difesa –Edward da te proprio non me la sarei mai aspettata una mancanza di disciplina del genere- disse mio zio –In ogni caso io e mio fratello da adesso in poi vi sorveglieremo che questo vi serva di lezione a tutti e due –disse mio padre –Hector non cè bisogno di essere cosi severi e solo una ragazzo in fin dei conti – disse Eliwood in mia difesa –Mi dispiace Eliwood non stavolta e mio figlio e ho il dovere di educarlo come meglio credo- disse ad Eliwood –In ogni caso dora in poi non farete niente senza il nostro permesso- disse mio zio –Si certo…- dissi con l’aria di uno che gli importasse poco della cosa e mio padre era davvero stufo di farsi prendere in giro da uno che non fosse nemmeno della sua età cosi senza pensarci un attimo fece una cosa che non pensavo avrebbe mai fatto –Silenzio- di urlo contro mentre mi tirò uno schiaffo in faccia. Non pensavo l’avrebbe mai fatto ma forse un po’ me lo ero meritato.
- La questione si chiude qua, sono disonorato dal tuo comportamento- mi disse e io abbassai il capo –Lo stesso vale per te Edward, da te una simile mancanza di disciplina non me la sarei mai aspettato sappi che quando tutto questo sarà finito non uscirai mai più senza una scorta che ti controlli- disse mio zio a Edward e anche lui abbasso la testa.
Quando la romanzina finì arrivò l’ora della partenza e quando arrivò la notte io salii sul ponte della nave e poi mi sdraiai vicino al albero maestro e rimasi li a guardare il cielo stellato della notte quando dopo un po’ notai che dal altro lato cèra anche Edward.
-Ciao cugino- mi disse –Ciao a te, come mai fuori a quest’ora- gli chiesi –Diciamo che non riuscivo a dormire- mi disse con un sorriso sul volto quasi divertito – Beh nemmeno io- gli risposi anch’io con un sorriso quasi divertito –Senti Noland tu cosa pensi di fare- mi chiese –Non ti seguo- gli risposi –Intendo dopo tutto questo si insomma che progetti ai- mi disse – Beh sinceramente non ci ho mai pensato seriamente ma vorrei tanto essere ricordato nei secoli futuri come qualcuno di veramente importante- gli dissi –Beh anch’io, entrare nella legenda e il sogno di molti…ehi adesso che ci penso Noland che ne pensi di lasciare casa ovviamente senza dire niente ai nostri genitori- mi disse –Non pensi che ci siamo messi nei guai abbastanza per oggi- gli chiesi –Si e ovvio ma io intendo dopo che questo compito sarà finito, cosi potremmo compiere gesta da veri eroi senza che i nostri genitori possano impedircelo e cosi facendo potremmo entrare nella legenda ed essere ricordati come due dei cavalieri più eroici e conosciuti di tutta la storia- mi disse –Un offerta allentante direi ma sai anche in due non si e mai in troppi per compiere grandi imprese- gli dissi –Facciamo qusta promessa Noland- mi disse –Quale promessa- gli chiesi e mi girai verso di lui –Che quando questa carovana sarà finita faremo di tutto per diventare cavalieri a tutti gli effetti e compiremo gesta che nessun altro a mai fatto e entreremo nella storia, ci stai- mi chiese e mi porse la mano io gli e la strinsi e poi gli dissi – Ci sto- e poi ci girammo ognuno verso il proprio lato e dopo un po’ ci addormentammo non sapevo però che quella promessa sarebbe diventata realtà molto presto.
Il giorno dopo si cominciava a scorgere in lontananza il continente del sud e orma la metà era vicina –Bene ormai siamo quasi arrivati- disse mio cugino –Già….mi sembra strano però- dissi –Cosa- mi domando –E strano per me prima ero un semplice mercenario e adesso mi scopro futuro marchese di Ostian…e una sensazione strana- dissi e diedi uno sguardo al cielo che in quel momento era sereno e limpido con qualche gabbiamo che volava intorno alla barca e ben presto arrivammo al porto dove purtroppo sarebbero iniziati i problemi.
Mentre la nostra nave si avvicinava qualcuno stava covando nel ombra contro di noi –Ti pagherò la somma pattuita a lavoro compiuto- disse un uomo incappucciato –E un piacere fare affari- disse l’altro uomo e quando il misterioso uomo con il cappuccio se ne andò –Papà perché continui a fare questa assurda vita- chiese una giovane ragazza al uomo – Per far si che tu possa mangiare alla sera e per evitare che ti possano fare del male- gli disse –Non spetta a noi decidere chi deve vivere o morire padre, ti prego rinuncia al incarico che ti hanno affidato- supplico la ragazza –Questa volta no mi dispiace ora vai al porto a fare quella commissione che ti avevo chiesto, ossia andare a pagare il fabbro del porto per le riparazioni che gli avevo chiesto- disse il padre alla ragazza –Si certo …- e cosi la ragazza andò al porto.
Quando sbarcammo Edward chiese un permesso a suo padre per andare a fare quattro passi e lui acconsenti ma ci saremmo dovuti rincontrare proprio li alla nave perché dove eravamo era solo una piccola isola legata al Regno del Sud e dunque la strada era ancora molta.
- Che ti va di fare cugino- mi chiese Edward –Beh vorrei tanto far levigare l’arma che mi ha dato Greil si e danneggiata nel corso del viaggio soprattutto durante il primo attacco del cavaliere nero- gli dissi –Mi pare di aver visto un fabbro non molto lontano da qui siccome ho ancora qualche soldo ti pago io le riparazioni- mi disse –Come vuoi ma pensavo avessi voluto berti ancora un po’ di vino con quei soldi- gli dissi –Beh ho cambiato idea, dopo il vino l’unica cosa per cui spendere i soldi sarebbe solo per mantenere sempre buona la mia arma- mi disse sorridendomi.
- Benvenuti in cosa posso esservi utile- ci chiese il fabbro –Mio cugino deve riparare la sua ascia pensa di riuscirci- chiese mio cugino al fabbro –Certamente infondo non e messa malaccio anche se per conciarsi cosi contro cosa ai combattuto contro un drago per caso- mi chiese il fabbro accennando una risata –Beh non esattamente anche se non ci tengo proprio a fronteggiare un drago- dopo questa mia frase rise un attimo prendendo la mia come una battuta anche se non mi andava proprio di dire il vero motivo in quel momento entro una giovane ragazza –Oh Erika sei venuta a portarmi i soldi che mi doveva tuo padre vero- disse l’uomo –Si esatto però se e impegnato passo più tardi- disse la ragazza –No tranquilla lascia pure i soldi su quel tavolo e saluta tuo padre da parte mia, quanto a voi due giovanotti potete passare domani- ci disse per fortuna che la barca salpava la sera del giorno dopo quindi avevamo molto tempo ancora –Beh io vado allora- disse la ragazza –Ciao e mentre torni a casa sta attenta- disse l’uomo –Bene allora andiamo anche noi, su forza torniamo verso la nave- disse Edward –Facciamo quattro passi lungo il molo cosi per vedere meglio il luogo- dissi e mio cugino accetto di buon grado.
Mentre camminavamo lungo il porto notammo ancora quella ragazza che avevamo visto seduta vicino ad uno scoglio e non notai solo quello –Edward che ti prende- gli chiesi –No niente tranquillo diciamo solo che…..Come si fa a chiedere qualcosa ad una ragazza- mi disse un po’ agitato –Che cosa- gli chiesi –Ma si come si fa ad andare da una ragazza e…si ecco…mi ai capito presumo- mi disse- Beh intanto che ci sei comincia a chiedergli il suo nome- gli dissi –Ok però vieni con me mi sentirei in imbarazzo li da solo con lei- mi disse sempre con aria agitata –Ma tu guarda che mi tocca fare.
Quando arrivammo dalla ragazza questa ci noto subito e ci saluto con un tono un po’ timido –Ciao…non vi ho mai visti da queste parti, siete viaggiatori per caso- ci disse e poi accenno un sorriso –[Ok Edward calmati…E bellissima…]….- misi una mano davanti agli occhi a mio cugino –Ehi ci sei ti ha salutato- e dopo poco lo sentivo bisbigliare una frase che solo lui poteva dire in quel momento –E Bellissima- io lo guardai male per un attimo –Ecco siamo alle solite- dissi –Per caso il tuo amico a la febbre perché lo vedo rosso come un peperone- mi disse la ragazza –No tranquilla ha solo bisogno di tornare con i piedi per terra, comunque piacere mi chiamo Noland- dissi –Piacere Erika – mi disse sorridendomi e dopo un po’ si fece vivo mio cugino –Io sono Edward, quanti anni ai, cè lo ai già il ragazzo- disse o meglio chiese –Basta cosi la spaventi- lei un po’ si imbarazzo e poi da qual momento capii che erano davvero simili –Beh no non ho il ragazzo ad ogni modo sono lusingata dai tuoi modi di fare cosi da galantuomo- disse e gli sorrise –[Che fortuna…E Bellissima]- però dopo un po’ si in tristi –Sentire voi sape adoperare delle armi vero- non capii come mai ci fece quella domanda –Come mai cè lo chiedi- disse mio cugino –Ecco vedete…ho bisogno di qualcuno che faccia rinsavire mio padre dopo la morte di mi mamma ha cominciato a lavorare come sicario solo per far star bene me…ma io…voglio che smetta di fare questa vita voglio che ritorni il mio vecchio papà quello sempre sorridente….- disse con gli occhi che sembrava stesse per piangere –Non temere ci penseremo noi due, dopo tutto risolvere problemi e la nostra specialità- disse Edward con aria molto fiera e spavalda –Noi due cosa?- dissi –Andiamo Noland infondo penso che ci vorrà poco sta tranquillo non ci cacceremo nei guai questa volta- mi disse –L’ultima volta che ai detto cosi ci e mancato poco che non finissi al altro mondo- gli dissi –Vi ringrazio- dopo Erika abbraccio mio cugino – Stai tranquilla ci penseremo noi- gli dissi e poi non capii il perché ma gli venne quasi istintivo ricambiare l’abbraccio. Non ne ero certo ancora ma mi sembrava che Edward si fosse davvero innamorato di Erika.
-Dimmi un po’ ti piacerebbe venire con noi una volta che abbiamo finito il lavoro che ci ai chiesto- gli chiese Edward –Mi piacerebbe….però voglio stare vicino a mio padre, cercate di andarci piano comunque io non ho un soldo non so proprio come pagarvi per i vostri servizi- disse –Stai tranquilla non richiediamo alcuna ricompensa- gli disse mio cugino –Beh almeno in questo e coerente- dissi.