.:Un porto, Una nave, Due Cugini:.
Ormai eravamo in vista del villaggio che dava sul mare e dove avremmo preso il vascello che avrebbe segnato anche la fine del mio viaggio ma adesso che sapevo la verità non volevo abbandonare mio padre nemmeno per cento scudi d’oro e cosi decisi di dare mie notizie a Greil affidando ad un falco una mia lettera inoltre chiesi ad un corriere di riaccompagnare a casa Mist l’avevo messa abbastanza in pericolo e non mi sarei mai potuto perdonare se gli sarebbe successo qualcosa.
-Mist ora tu devi ritornare al campo, tu devi andare ma io proseguirò- dissi a Mist- No io voglio venire con te e un lavoro che abbiamo iniziato in sieme e andremo fino in fondo- mi disse –No scusa ma non voglio metterti in pericolo- dissi – Ma io ti…insomma voglio venire con te- mi disse –Io….non so e un viaggio pericoloso specialmente dopo quello che mi e successo ieri notte- dissi a Mist –Ma io…- mi disse abbassando la testa –Ascolta mio nipote nonostante combini qualche guaio sa cosa dice, in effetti il viaggio e diventato troppo pericoloso per una persona disarmata- disse mio zio –Io però….ok come vuoi Noland in bocca al Lupo- disse e poi uscii dal piccolo alloggio in cui attendevamo l’ora delle partenza.
-Forse ho sbagliato…- dissi –Avresti voluto che venisse con noi vero Noland, solo che non volevi nemmeno che le succedesse qualcosa- disse mio zio- Si e vero volevo che ci seguisse ma non volevo metterla in pericolo- dissi mentre mi sedevo sulla sedia vicino al letto –Di la verità ti sei innamorato di lei vero- mi domando Edward –Ma che stupidaggini ti vengono in mente- dissi ad Edward che sembrava per cosi dire ubriaco –E dai lo so che ti piace e che vorresti sposartela- mi disse sempre con quel suo sorriso un pò… un po’…come se si volesse prendere gioco di me –Ma non stai mai zitto- dissi – E andiamo si vede subito che ti piace- mi continuava a dire e in effetti era vero ma ero troppo orgoglioso per ammetterlo e in questo ero simile a mio padre –Su Edward lascialo un po’ in pace adesso- disse Roy –Vero voi due rimanete qui saremmo nella casa a fianco domani si parte dunque vedete di svegliarvi presto capito- ci disse nostro padre –Ok bene Liliana, Roy e ora che andiate con mio Eliwood- dissi –Veramente abbiamo pensato di lasciarli passare la notte con voi due- ci disse mio padre e io già prevedevo guai ma per fortuna quando calo la notte i due piccolini si addormentarono subito ma io e Edward rimanemmo svegli.
-Senti cugino tu lo reggi il vino- mi domando mio cugino –Beh non so quando ero fra i mercenari di Greil avevo poco tempo per divertirmi- gli dissi e dopo poco mi propose di chiudere a chiave la porta senza svegliare i due piccoli ficca naso e assieme a mio cugino andammo verso una taverna.
-Bene cugino mio oggi potrai divertirti- mi disse Edward sempre con quel suo sorriso sulla bocca –Sei sicuro che possiamo vero- gli chiesi –Tranquillo lo fatto tante di quelle volte e mio padre non se ne e mai accorto- mi disse –Bene come mai qui voi due- disse una vocina e io girai piano la testa per vedere chi fosse e chi era se non Roy e mia sorella Liliana –Papà si arrabbierà se scoprisse che siete qui lo sapete vero- mi disse Liliana –Te lo avevo detto che era una cattiva idea cugino, in ogni caso siete nei guai anche voi visto che ci credono tutti a letto a riposarci dunque non siete da meno nemmeno voi- dissi a Roy –Si questo e vero…- disse abbassando al testa –Meglio che vi riaccompagni a casa vieni Edward andiamo…e…dove sei finito cugino- dissi e notai mio cugino che si era precipitato al bancone della taverna.
-Ei tu un boccale di vino e che sia rosso d’accordo- disse al oste della taverna –Edward ti vuoi muovere forse non lo sai ma se i nostri genitori ci beccano qui siamo belli che morti- dissi a mio cugino –No tranquillo non si accorgeranno mia che siamo qui- mi disse mentre sorseggiava il suo vino –Come vuoi almeno riporto a casa Roy e Liliana- dissi e poi mi allontanai con i due.
Mentre eravamo per strada mi accorsi che non ricordavo più dove fosse la casa in cui alloggiavamo ma sentivo anche che qualcuno mi stava seguendo –Roy, Liliana state dietro di me- dissi –Che succede- mi chiese Roy, non sapevo che avrei rivisto il mio peggior nemico, quando mi girai mi ritrovai una spada puntata al collo e non avevo dubbi il Cavaliere Nero voleva davvero eliminarmi –Quanto tempo vero- dissi –Sono le tue ultime parole, sai sarebbe un peccato se succedesse qualcosa questi due bambini- disse e guardava Roy e Liliana – Roy, Liliana correte e in fretta anche- dissi a Roy –Ma tu come farai- mi disse –Non pensare a me- dissi –Nobile da parte tua sacrifichi la tua vita per salvare quella dei tuoi due amichetti peccato che hanno visto troppo e dovrò togliere di mezzo anche loro- mi disse –Toccali anche con un dito e giuro che-non mi diede il tempo di finire la frase –Tu cosa non sei nella posizione adatta per avanzare ordini- intanto Roy e Liliana se ne erano già andati a cercare aiuto.
-Chi possiamo chiamare Roy- disse Liliana – Beh non papà altrimenti tuo fratello e tuo cugino sarebbero nei guai- disse Roy –E allora chi chiamiamo- disse e Roy rimase li a pensarci un attimo – Chiamiamo Edward potrà senz’altro aiutarci- disse a mio sorella –Ok dirigiamoci alla Taverna allora- e mentre andavano a chiamare mio cugino io ero ancora alle prese con il Cavaliere Nero –Perché ci tieni tanto da eliminarmi e una cosa che vorrei tanto capire- gli dissi mentre continuavo a sudare tanto avevo paura infondo la situazione era dalla sua parte con la sua spada puntata al collo potevo fare ben poco – Non ti serve saperlo visto che devi morire- mi disse poi improvvisamente mi sentii la sua mano introno al collo e sentivo mancarmi l’aria e cominciavo ad avere la vista appannata e dentro di me pensavo [Ecco ci siamo questa e la fine…finisce cosi la mia ingloriosa vita sono stato incapace di combattere contro il mio sicario e di combattere per la donna che amo] pensavo dentro di me ormai sicuro di essere arrivato al capo linea, mentre cercavo di vedere bene, nonostante la carenza d’aria mi stesse facendo perdere i sensi, notai che la spada si sposto e punto al mio petto precisamente vicino al cuore e quando vidi ciò persi ogni speranza.
Intanto Roy e Liliana erano riusciti a rintracciare mio cugino ma avevano un piccolo problema per cosi dire –Forza vieni Edward cè Noland che ha bisogno te, ti vuoi muovere- gli ripeteva in continuazione Roy ma Edward non ne voleva sapere ma non per sua volontà ma perché ormai era ubriaco e faceva fatica addirittura a parlare –Ma…cosa dici….ei tu oste….un…altro bicchiere…..gr…grazie- diceva con una voce davvero da uno che sembrava aver bevuto per una giornata intera –Cosa facciamo adesso Roy- chiese Liliana –Non so ma non possiamo lasciare Noland da solo- in quel momento un uomo seduto in un tavolo vicino a dove si trovavano i due bambini senti il nome di Roy e si diresse da quest’ultimo.
-Mio signore come mai qui- domando l’uomo a Roy –Omar anche tu qui che coincidenza- disse il bambino –Dove vostro padre- domando Omar a Roy –Beh sicuramente starà dormendo adesso noi invece…e una storia lunga- disse Roy – Come vuole mio signore, comunque prima ho sentito che avete un problema di che si tratta- chiese - Il fratello di Liliana e stato catturato dal Cavaliere Nero- disse – [Chissà cosa centri il Cavaliere Nero] Bene allora l’affare e serio da solo non potrei mai farcela- disse –Se ci fosse qualcuno, che so uno che in questo momento e ubriaco che mi possa aiutare potrei offrigli io una bella bevuta sempre che mi aiuti- disse ovviamente ogni tanto fissava Edward, infondo il suo scopo era quello di far smuovere mio cugino che non tardo a farsi sentire –Cer….tamente, ai…suoi ordini signore- disse mio cugino –Bene, allora Roy guidaci da loro due- disse Omar –Ok, vieni Liliana- disse e poi uscirono dalla taverna.
Omar era sempre stato il secondo di Eliwood oltre che un cavaliere fedele e esperto nel combattimento.
-Bene la tua avventura finisce qui ora conficcherò la mia spada nel tuo cuore e poi per i tuoi occhi sarà solo buio in eterno, le tue ultime parole- mi disse sicuro della mia morte e anch’io ne ero sempre più convinto e ne ero cosi sicuro da dire le mie ultime parole o meglio urlare le mie ultime parole che furono le seguenti –Ti amo Mist- e quando finii vidi che ormai il mio antagonista si accingeva ad eliminarmi lui ne era convinto e anch’io col passare dei minuti ero convinto della mia fine ma in quel momento vidi un'altra lama di una spada che andava a bloccare quella del mio sicario che mollo la presa sul mio collo e in quel momento mi sentii come sollevato anche se sapevo che non era ancora finita –Come osi pazzo- disse –Pazzo io? Sei tu il vero pazzo- disse Omar al Cavaliere Nero –Sei cosi ansioso di morire anche tu- disse –No sono solo ansioso di salvare una persona- disse Omar –E adesso fatti sotto- concluse Omar che caricò il mio assalitore rispondendo a tutti i colpi con grande abilità, sapendo di doverlo aiutare mi trascinai per un attimo per terra e cercai di recuperare la mia arma intanto i due combattevano assiduamente –Cosa speri di ottenere folle- chiese –Niente solo di cercare di toglierti di mezzo e aiutare quel ragazzo- disse Omar –Lo sai che adesso ti dovrò eliminare vero- disse il Cavaliere Nero –Certo ma non credere che sarà cosi facile- in tanto Edward, Roy e Liliana vennero in mio soccorso –Dove eravate finiti- gli dissi sotto voce –Scusa ma nostro cugino e un po’ difficile da convincere- mi disse –Grazie Mille Edward- dissi – Non cè….di che….cugino- mi disse –Non dirmi che sei venuto qui ubriaco- gli dissi con una faccia curiosa ma anche sbalordita, solo lui poteva fare una cosa simile –Si….perchè…ai forse qualcosa in contrario- mi chiese –Senti…- non finii la frase perché era meglio stare zitti in quella situazione –Bene ora penso sia il venuto il momento di movimentare un po’ le cose- ripresi la mi arma in mano –No Noland vai via di qui, e te che vuole se rimani qui ti ucciderà scappa finche sei in tempo- mi disse Omar –No non farò il codardo non scapperò- gli dissi – [E coraggioso] Il coraggio non basta Noland fuggi questa e una di quelle situazioni in cui e meglio fuggire- Omar si liberò del Cavaliere Nero e poi ci incitò ad andarcene e coi fù –Non potrai fuggire in eterno prima o poi mi dovrai affrontare e a quel punto inizierà la tua fine- noi eravamo già lontani ormai.
-Bene direi che qui siamo al sicuro, ora vorrei sapere come mai eravate qui- ci chiese Omar –Mio padre non gli e la detto Sig. Omar – chiese Roy –No a dire il vero non sono stato informato signorino- disse – Eravamo partiti per andare a trovare il sig. Hector però quando siamo arrivati ci avevano detto che era partito e cosi quando siamo arrivati in prossimità del territorio dei Draghi abbiamo scorto Noland che veniva attaccato dal Cavaliere Nero e cosi mio padre e intervenuto- Roy continuo a raccontare il tutto finche non arrivò ai fatti di qualche ora fa –Capisco in ogni caso dovrò riferire il tutto ai vostri genitori vista la situazione- disse Omar e io non e che scoppiassi dalla felicità.