.:Il Passato viene a galla:.


Ormai erano già cinque giorni che eravamo in viaggio e solo da uno avevamo lasciato il territorio dei Draghi.
Durante il cammino vedevo il marchese soddisfatto e senza pensarci gli chiesi come mai era cosi felice –Mi scusi come mai questa allegria- gli chiesi –Ormai dovremmo essere dalle parti di mio fratello li potremmo ristorarci e trovare riposo poi ripartiremo- Mist era incuriosita dalla cosa e ormai eravamo entrati in confidenza con il marchese –Mi scusi la domanda ma suo fratello e per caso il marchese Oswin- domando Mist a Hector. -Esatto bambina Oswin e mio fratello- Avevo sentito molto anche sul fratello di Hector, sapevo che Oswin era anche lui un abile guerriero, molti suoi nemici lo chiamavano Oswin Cuore di Pietra infatti in battaglia non aveva pietà per il nemico e dunque venne soprannominato Cuore di Pietra.
-Suo fratello non ha una buona fama vero- disse Mist –Purtroppo si, da quando i nostri genitori sono morti ha sempre avuto un indole molto brutale- disse Hector – Signore siamo arrivati riesco a vedere suo fratello probabilmente sapeva del suo arrivo- disse una delle due guardie. Arrivammo proprio al inizio del villaggio e devo dirlo Oswin non mi fece l’impressione di un duro senza sentimenti. –Hector- disse il fratello del mio protetto e lo abbraccio –Oswin e da molto che non ci vediamo, ti dispiacerebbe se io e i mie uomini ci fermassimo da te per riprendere le forze- disse Hector –La mia casa e anche la tua fratellino, dimmi un po’ come mai in viaggio- chiese Oswin –Sto andando a firmare un trattato di pace con il continente vicino si spera che questo risolva tutto- disse –In effetti e un po’ di mesi che vedo una certa tensione fra il nostro regno inteso come continente e quello vicino, quei codardi non si sono fatti scrupoli qualche giorno fa hanno attaccato anche la mia terra ma come ben sai non lascio il mio ruolo nemmeno per tutti gli scudi d’oro del mondo- disse mentre accenno una risata –Beh con te cè poco da dire fratello, dimmi un po’ come sta tuo figlio- chiese Hector –Bene direi ieri ha ricevuto una vera arma ho pensato di dargli la spada di nostro nonno sempre che non ti dispiaccia – disse Oswin –No tranquillo e un onore portare quella spada- dopo che Hector concluse notai che suo fratello mi continuava a guardare e come successe per Lyn avevo la sensazione di conoscere Oswin da sempre. Dopo che arrivammo al suo castello ci mostro le nostre stanze io non persi tempo e dopo la cena andai subito a dormire anche perché il giorno dopo saremmo partiti molto presto e a quanto potei capire ci sarebbe stato ancora buoi quando saremmo partiti. Quando misi la testa sul cuscino mi addormentai subito e sognai, sognai il volto di mia madre di fianco a lei vidi la figura di un uomo; ad un certo punto la donna mi prese in braccio e comincio a cantare una specie di canzone molto melodiosa e rilassante quasi una ninna nanna però il tutto si blocco quando sentii una voce chiamarmi. Mi svegliai e mi accorsi che Oswin mi stava chiamando –Sveglia vestiti subito e scendi giù nel armeria ti devo parlare- io mi svegliai ancora un po’ assonnato –Cosa- dissi lui a quel punto mi prese sollevandomi di peso e mi porto giù nel armeria.
-Perché siamo qui- chiesi incuriosito e intimorito allo stesso tempo –Tu sai come sei arrivato al capo dei mercenari di Greil vero- mi domando –Certo che lo so Greil mi ha raccontato tutto. Un giorno mentre usciva a sbrigare un affare con un cliente mi trovo proprio davanti alla sua abitazione e da quel giorno mi ha tenuto con lui- dissi –Non so cosa ti abbiano raccontato ma sappi che questa non e la verità- mi disse e io in quel momento non riuscii a capire dove volle arrivare – E allora quale sarebbe la verità, o almeno la verità che tu mi vuoi dire- dissi –Conosci Lyn vero- mi disse e io annui con la testa – Vedi Boyd la moglie del mio caro fratellino e tua madre- mi disse con tono deciso e io in quel momento rimasi sconvolto ma riuscii a rispondere al Oswin – Ma e impossibile questo farebbe di me il figlio di…di…di Hector- dissi e poi mi inginocchiai – Esatto, scusa se ti ho detto la verità senza un minimo di tatto ma anche Greil lo ha sempre saputo tu sei mio nipote ossia il figlio di un marchese- non sapevo cosa dire ero sconvolto ma in qualche modo cedetti alle sue parole cosi con gli occhi in lacrime corsi da Oswin e lo abbracciai –Zio…io…io- non sapevo dire altro in quel momento talmente ero sconvolto –Scusami ancora per averti detto le cose cosi senza nemmeno prepararti ma forse il mio soprannome e adatto “Cuore di Pietra”- disse io poi alzai lo sguardo ancora in lacrime verso di lui e mi feci un'altra idea di quello che ormai consideravo mio Zio. -Adesso cosa dirò a Hector- gli domandai – Penso che sia meglio che gli parli io- mi disse e poi mi consiglio di andare ancora a letto a riposarmi sapevo che dal giorno dopo in poi per me sarebbe iniziata una nuova vita ma non sapevo ancora che avrei salvato l’intero continente e che gli alleati più insoliti mi avrebbero aiutato a compiere questa missione.
Il girono dopo Oswin non perse tempo a dire a Hector la verità la sua reazione fu di grande stupore –Perché ne tu ne mia moglie me lo avete detto- disse ha suo fratello con un tono un po’ sconvolto –Perché vedi, questo te lo dico proprio perché tuo figlio non e qui ma e nel armeria con mio figlio, era un bersaglio del Cavaliere Nero tuo figlio- e questo spiegava già molte cose a Hector –Capisco bene allora lascio mio figlio e Mist qui da te io ho un lavoro da sbrigare con chi sai tu- disse Hector –Sei pazzo vuoi farti ammazzare, nessuno e in grado di sconfiggere il Cavaliere Nero, ti ucciderà ancora prima che tu possa accorgertene – disse ma Hector non sentiva ragioni –Poteva uccidere mio figlio lo sai questo e se adesso sapesse che e vivo temo potrebbe riprovarci- mentre Hector parlava aveva l’aria preoccupata –Ascolta fra poche ore dovrete partire lascia che venga anch’io con te in caso di pericolo ti aiuterò come ho sempre fatto- Hector acconsenti – Ok pensi di portare anche tuo figlio- domando Hector –No sarebbe un viaggio troppo pericoloso per lui- disse –Allora ti conviene chiuderlo nella sua camera infatti mi sembra che mio figlio gli abbia chiesto di venire con noi e avrebbe detto anche di si- lo zio non sembrava molto contento della cosa – Ok tuo figlio ti somiglia più del previsto- concluse Oswin. Ormai la partenza era vicina e comincia a sellare i cavalli.