.:Scontro Finale:.
Mentre calava la notte io e il mio gruppo decidemmo di mandare Amy ad avvertire mio padre,che nel frattempo si era già alleato con i Dougen Rescue di Re Wigglittuff e alle truppe al comando di Eliwood, di raggiungerci subito con i rinforzi. Però questo fatto ci mise in una spcie di poisizione di stallo infatti mandando Amy a chimare rinforzi rimanevamo solo in tre e quando fù l’ora stabilita con o senza aiuto il mio gruppo fu il primo ad entrare in azione. –Noland adesso da dove entriamo qui non pare esserci via d’entrata- mi disse Elisa –Tranquilla, Mack ai preso quello che ti avevo chiesto- dissi a Mack –Certamente per chi mi ai preso- mi disse con cuei suo modi di fare poco gradibili ma era pur sempre un buon aiuto. Prese la borsa dove in teoria ci sarebbero dovuti essere dei viveri e tirò fuori una fune e un piccone e grazie a questo piccolo espediente che mi ero escogiato scavalcammo le mura e senza farci notare dalle poche guardie di pattuglia arrivammo alla sala centrale, dove appena entrati, sentimmo una spcie di applauso un po’ provocatorio e poi improvvisamente venimmo circondati dagli uomini di Ashard e quest’ultimo invece era davanti a noi –Bene ma guarda chi abbiamo qui, le mosche sono cadute nella tele del ragno- disse –Pensi che sia sufficiente questo per farmarci- dissi –No, lo so che nemmeno un esercito di mille uomini e in grado di fermarti- disse Ashard –E allora spiegaci come mai questo folle tentativo- disse Mack –Semplice devo testare un oggetto che ho avuto qualche mese fa e mi servivano i due ragazzi ah quasi dimenticavo. Soldati catturate Noland e fate in modo che sia vivo- disse e improvvisamente mi ritrovai addosso tutti gli uomini del Re e nonostante i tentativi di Mack ed Elisa alal fine mi disarmarono –Bene questa fase del piano e completa, adesso vi consiglio di stare immobili se non volete che il vostro amico faccia una brutta fine- disse il Re –Che cosa vuoi da noi due siamo solo i figli di un semplice contadino- disse Mack e Ashard scosse il capo –Mi dispiace contraddirti ma voi non siete i figli di quello che credete padre. Sapete se il mio secondo generale non me ne avesse portato la prova non ci avrei mai creduto e confesso che un po’ mi sento in colpa ma e ora che il passato riaffiori e visto che cè anche Noland mi prenderò il merito di aver assistito alla sua distruzione- disse con un ghigno che faceva capire tutto ma anche niente –Di che stai parlando- disse Mack –Quanta insolenza e questo il modo di trattare tuo padre- disse il Re –Che scherzo e questo ti aspetti forse che mi beva questa menzogna se e questo il tuo gioco ai sbagliato persona- disse Mack –Ho no invece sei tu che non vedi la realtà e siccome non la vuoi accettare il tuo amichetto farà una brutta fine ma siccome tu sei mio figlio adesso ti ordino di uccidere tu stesso Noland- disse Ashard –Un momento dove starebbero le prove di questa cosa, secondo me e un altro dei tuoi sporchi trucchi per far si che gli altri si sporchino le mani- dissi –Noland cosi coraggioso eppure cosi stupido…sai mi dispiace ucciderti se tuo padre mi avesse dato retta oggi non saremmo qui. Ora ti spiegherò il motivo per cui dico questo, vedi il fatto sta che Mack e Elisa sono mie vigli poi che io possiedo un oggetto che rivela le parentele fra le persone. Bastano tre componenti di una sola famiglia per capire se sono imparentati o meno- disse e a quel punto Mack caddè l’arma dalle mani poiche gli venne in mente quel discorso fatto con Knukles qualche giorno prima e poi senza nemmeno indugiare un attimo e rinnegando il suo passato, che secondo Ashard era falso più del diavolo, e le sue amicizie si inchino di fronte al Re –Vedo che alla fine ti sei deciso- disse Ashard sempre con quel ghigno malefico sulla bocca –E tu figlia mia come mai non ti inchini al cospetto di tuo padre- disse rivolgendosi a Elisa –Questo mai..tu non sei mio padre sei solo un mostro assetato di sangue. Non mi inchinerò mai a te- disse – Davvero bene allora deduco che non ti importa niente del uomo che ami. Sai un “passante” mi ha riferito che tu e lui avete una relazione- disse ovviamente io avevo già capito dove voleva arrivare e cosi nonostante la brusca botta appena subita, ovviamente in senso metaforico, disse l’unica cosa che potessi dire in quel momento ad Elisa –Elisa..fà come ti dice non pensare a me- dissi –Ma Noland…- disse e poi si inchino anche lei nonostante non volesse ma infondo gli e lo dissi io –Allora e vero che ci tieni a lui- disse Ashard mentre Elisa era in lacrime –Padre adesso che capisco la realtà dei fatti permettimi di gustiziare Noland personalmente- chiese Mack e io per primo rimasi sorpreso –[Ho Tails,Alan,Edward dovunque siate vi consiglio di sbrigarvi]- pensavo –Sei impazzito non puoi fare una cosa del genere- disse Elisa a suo fratello –Elisa ora non siamo più dallo loro parte renditene conto e accetta la verità delle cose ora quel uomo e un tuo nemico- disse Mack –No non accetterò mai questa realtà- disse e io come al solito intervenni, tenevo troppo a lei e non potevo sopportare che gli venisse fatto del male –Elisa…io…fa come ti dice tuo fratello…a ragione lui io ormai per te sono sono un uomo da odiare- dissi anche se ero furioso nemmeno io accettavo i fatti che stavano avvenendo e per di più il fatto che io l’amassi mi dava una strana sensazione in quel momento –Signore cosa ne facciamo del prigioniero- chiese una delle guardie che mi teneva bloccato –Mi pare ovvio. Poratelo nei sotterrenei e tanto che ci siete fategli passare dei momenti poco piacevolo ma mi raccomando voglio che rimanga vivo- disse Ashard –Come desidera signore- disse la guardia e poi con i loro modi raffinati, ovviamenti dico questo con sarcasmo, mi portarono verso i sotterranei.
Intanto Elisa cercava di convincere Ashard a lasciarmi libero –Dammi una sola ragione perché dovrei lasciare andare quel verme maledetto- disse il Re –Perché io lo amo- continuava ripetere in lacrime –L’amore non a niente a che vedere con la guerra adesso ritirati nella tua stanza- disse –No se vuoi far del male a Noland dovrai prima fare del male a me- urlò contro Ashard –Ehi tu soldato accompagan mia figlia nella sua stanza- disse Ashard facendo cenno ad una guardia che era li nelle vicinanze –Si signore- disse –Sorvegliate anche la porta che niente entri e niente esca- ordinò il Re e senza fare storia Elisa segui la guardia che la accompagno nella sua stanza poi assieme al suo collega si misero a guardia della porta. Intanto fuori dalle mura del castello, forse a qualche metro dalla stanza di Elisa, Alan e il suo gruppo, su guida di Pikachu, erano arrivati in quello che era il cimitero del villaggio che in questi ultimi tempi era diventato sempre più grande a causa della tirannia di Ashard.
–Allora qualè di queste- chiese Alan –E quella davanti a noi, vai sempre dritto miraccomando- disse Pikachu –Mi spiegate perché siamo venuti in questo posto a me mette i brividi- disse mia sorella –Tranqulla il tempo che lui fa quello che deve fare e poi cè ne andiamo subito- disse Brom, intanto Alan si avvicinava con passo timoroso alla tomba del ormai dimenticato fratello di Dakova –Che strano essere qui al posto suo…ma devo capire…perché tuo fratello mi ha dato l’arma che una volta era tua? So che sembra stupido chiedere queste cose ad un morto ma forse stando qui posso capire…perché io? Infondo non mi sembra di essere niente di eccezionale...perchè mi hanno consegnato la tua spada…se e vero che gli spiriti evocatori esistono allora mandami un segno- diceva fra se e se Alan e poi si senti un piccolo strattone al vestito –Alan andiamo su cè Liliana che sta impazzendo dalla paura a stare qui- disse Brendom –Si arrivo [Che cosa significa tutto questo?]- mentre faceva la strada a ritroso si continuava a domandare il giovane Alan ma a questa domanda avrebbe trovato risposta solo pagando un caro prezzo. Intanto senza che il suo gruppo se ne potesse accorgere una delle guardie del Re aveva riferito l’intrusione –Signore degli intrusi, probabilmente amici del nostro ostaggio, si stanno avvicinando al castello- disse il soldato –Bene e forse l’ora di mostrare a questi vermi che la guerra non e un gioco. Liberate il mio piccolo drago e fate in modo che quei ragazzini vadano nella sua tana- disse il Re –Come desiderate- disse e poi il soldato andò ad eseguire l’ordine datogli dal suo Re. Nel frattempo nella sua stanza Elisa continuava a piangere e anche a me stava venendo voglia di piangere poi che nel luogo in cui mi trovavo in quel momento cèra ben poco da goire e per di più le guardie che erano li non mi davano tregue, senza contare che non potevo nemmno difendermi in alcun modo –Rialzati bastardo, vediamo se dopo quello che ti faremo avrai ancora voglia di scherzare- disse una delle guardie –Ehi vacci piano ti ricordo che il colpo di grazie lo deve dare il principe- disse un'altra guardia –Come vuoi ma finche questo verme e qui perché non divertirci un po’- dissi la guardia di prima –Ricordati però di andarci piano- disse il suo collega –Tranquillo, visto che le cose stanno in questa magnera mi limiterò solo a prenderlo un po’ a pugni anche se…cosi non cè gusto insomma non può nemmeno reagire- disse –Vero…però se lo slegassimo potrebbe anche fuggire, ma del resto oggi e il tuo primo mese qui e credo che la cosa si possa fare. Io lo slego e tu e gli altri divertitevi finche volete, adesso vado a dare il cambio a quelli di guardia alla camera della principessa- disse e dopo avermi slegato il generale, ehi nonostante avesse dei modi poco cavallereschi era un generale, andò verso la stanza di Elisa. –Ehi voi due andate giù con gli altri a divertirvi un po’ rimango io qua- disse ai due soldati più giovani che raccolserò l’invito andando giù nei sotterranei, non che la cosa mi rendesse felice ma almeno avevo anchio il mio da fare anche se per ordini precisi non potevano uccidermi mi avevano ridotto peggio di un cane insomma non si risparmiavano di certo senza contare che poi ero disarmato dunque avevano molte più possibilità di infliggermi dolori che mi sarei ricordato per sempre. Quando il generale si apposto davanti alla porta sentiva distintamente il pianto della principessa Elisa e non si campii mai il motivo ma decise di entrare nella stanza –Mia principessa perché queste lacrime- chiese l’uomo –Vattene via…non puoi capire il mio dolore- disse Elisa –E forse per il prigioniero- chiese senza sapere che aveva indovinato –Si, vene prego mostrate un po’ di umanita e liberatelo…vi supplico- disse Elisa –Mi dispiace ma non posso sono ordini di vostro padre- disse –Vi imploro lasciatelo libero non voglio che…- in quel preciso momento al uomo venne un attimo di lucidità –Ascolti principessa…io ho giurato fedelta alla famiglia reale molto tempò fa e siccome penso che come padre sono stato un fallimento completo non voglio coltivare altri motivi di rimpianto…libererò il prigioniero- disse e a quel punto Elisa un po’ si calmo –La ringrazio- disse –Sono qui per servilla principessa lei aspetti qui andrò io stesso a liberare il prigioniero- disse il generale –No verrò anchio, voglio passare tutto il tempo possibile con lui perché visto come stanno le cose non posso sapere per quanto tempò lo avrò accanto- disse Elisa e poi assieme al generale si avviò verso i sotterranei.
Nel frattempo io stavo passando le pene del inferno, anche se qualche pugno riuscivo a restituirlo ero pur sempre conciato davvero male e per giunta la ferita al braccio di dieci anni fa si stava riaprendo tanto ero messo male…quella cicatrice mi ridava il giorno incontrai Dakova, la sua forza a quel tempo mi stupii e ripensandoci mi veniva da diredere se fosse stato ancora dalla parte del Re quello che avrei subito sarebbe stata morte certa ma mi preoccupava di più Mack in quel momento. Infatti anche lui, anche se non era al livello di Dakova, come forza fisica era messo davvero bene dunque sapevo che contro di lui non sarebbe stata una passeggiata ma mi preoccupava anche il fattore arma; infatti se Ashard avesse dato la sua spada a Mack allora avrei anche smesso di sperare la spada di Ashard infatti era una di quelle spade che non perdonano questo confermava anche il fatto che era temuto anche nelle terre di oltre mare. In quel momento dalla scalinata ritornarono quel generale e Elisa, le guardie presenti smisero subito il loro crudele atto nei mie confronti e si inchinarono e subito il generale non perse tempo a dare le nuove disposizioni –Ma signore in questo modo finiremo alla gogna anche noi- disse uno dei soldati –Non mi interessa questi sono gli ordini della Principessa Elisa e sarà quello che noi faremo e adesso il primo che si azzarda anche solo a continuare la tortura sarà punito con la morte- disse il generale intanto anche se a fatica Elisa mi aiutava a rialzarmi –Non avresti dovuto…- gli dissi –Non potevi lasciarti qui sapendo cosa ti aspetta- dissi –Ehi voi levatevi di mezzo lasciatelo respirare un po’- disse il generale vedendo che molti dei suoi uomini si ammassavano dove eravamo io ed Elisa –Senti cè una cosa che dovrei…dirti…- dissi anche se a fatica infatti mi mancavano perfino le forze per parlare –Cosa cè qualcosa ti turba- mi disse –[E cosi bella come potrò mai dirglielo con tanta leggerezza…] Ecco…volevo solo che tu sapessi che…Elisa non e il momento migliore questo lo so…ma…io…ti amo- alla fine dopo tanto tempo gli e lo dissi –Noland…io…mi dispiace…ai dovuto sopportare tutto questo e solo per colpa mia- disse Elisa –Principessa mi dispiace interromperla ma non abbiamo il tempo pultroppo per i rimpianti- disse il generale –Lo so…potrei chiedervi di portare a spalla Noland- chiese al generale –Ogni desiderio per me e un ordine principessa- disse il generale e poi mi prese in spalla anche se non ne avevo alcuna voglia ma del resto ero anche messo male –La ringrazio signore- disse Elisa per ringraziare quel uomo –Signore mi dispiace ma non possiamo farla passare questo e alto tradimento della corona reale- disse uno dei soldati –Dannazione questa non ci voleva- disse il generale –Vi prego lasciateci passare- supplicò Elisa –Mi dispiace signora ordini di suo padre- disse un soldato e appena quella frase finì ecco che un qualche strano tipo di incantesimo paralizò i soldati che ci bloccavano la strada, non so quale incatesimo fosse ma ne ricordo le parole “This Thunder”. Quando queste parole udimmo ecco che davanti a noi scese dolcemente la giovane Cream e la sua amichetta Chesee –Cream che ci fai qui e pericoloso- disse Elisa –Lo so ma siccome Chesee mi diceva che Noland era in pericolo non ho resistito, anche se sono contraria alla violenza ma del resto il tempo passato con Emerl mi ha insegnato qualcosina- disse sorridendo e a quel punto assieme a Cream ci allontanammo dai sotterranei in cerca di un posto più sicuro per medicare le mie ferite.