.:La questione dello Smeraldo:.
Mentre la notte per me e il mio gruppo passava dormendo era anche vero che il gruppo di mio cugino non dormiva affatto anzi continuava anche la notte, forse questo era uno dei suoi pochi difetti di Generale. Stava di fatto che ormai erano vicino a dove eravamo noi o meglio ci avevano già superato da un po’ di tempo il che era un vantaggio, almeno cosi si sarebbe rivelato in seguito, per noi che eravamo indietro.
Però durante il viaggio emergevano dei discorsi un po’ particolari fra Knukles e Mack, infatti avevano messo in gioco una questione delicata ossia quella dello Smeraldo Gigante, lo stesso che Tails e soci avevano usato per ritornare in dietro nel tempo e venire a farci visita anche se poi si ritrovarono coinvolti in un ennesimo conflitto –Tutto questo tuo parlare dello Smeraldo Gigante mi ha stuzzicato la curiosità, ti prego di dirmi di più se ti e concesso farlo- chiese Mack a Knukles –Si anche se la storia e molto lunga, di fatto io lo devo proteggere non posso permettere che venga sottratto al tempio di Angel Island anche se nonostante lo sorvegli da molti anni non sono mai riuscito a capire perché sono io che lo devo sorvegliare- disse Knukles un po’ nervoso del fatto che un forestiero volesse sapere più cose sullo Smeraldo –Capisco, dimmi un po’ cosa sa fare questo Smeraldo- chiese Mack –Ha moltissime qualità devo essere sincero con te, infatti può annullare l’effetto dei sette Smeraldi del Chaos cosi facendo se venissero usati per loschi fini io potrei impedire il loro uso scorretto, inoltre pare emetta una luce verde quasi accecante quando tre o più elementi della stessa famiglia sono nelle vicinanze però di questa sua qualità non so dirti molto infatti non si e mai manifestata per il semplice fatto che i tre membri della famiglia in questione devono avere qualcosa in comune- disse Knukles che già si stava rilassando un pochino ma non era contento del fatto che Mack volesse sapere sempre di più sullo Smeraldo e se solo si sarebbe potuto dare una sbirciatina al futuro avrebbe fatto meglio a non dire niente.
Nel fra tempo lungo un sentiero montuoso mia sorella e Alan discutevano anche loro ma su ben altre tematiche – Tu pensi che cè la faremo- chiese a Alan mia sorella –Non saprei…io spero tanto di riuscire a superare anche questo ma non ne sono molto convinto- rispose con aria preoccupata e anche molto agitata, era la prima volta che per Alan si prospettava una sfida cosi ardua e difficile infondo anche se ormai era diventato più grande, e forse già più adulto, avrebbe tanto voluto evitare in tutti i modi lo scontro però ormai la cosa era inevitabile e ormai cèra dentro fino al collo –Signore su con il morale ormai abbiamo ancora pochissimi giorni di viaggio e saremo arrivati- disse Phoenix nel tentativo di far risollevare di morale il suo capo quando senza alcun preavviso inizio a piovere –Ehi Alan conosci qualche posto sicuro per ripararci dalla pioggia, se continua a piovere in questo modo non andremmo molto lontano- disse Brendom ad Alan –Non saprei, proviamo ad andare avanti ancora un po’ e vediamo se troviamo una caverna in cui ripararci- disse Alan quando al improvviso Liliana scorse una specie di magione in lontananza anche se sembrava molto vicina, e stranamente fu cosi e il gruppo non perse tempo a ripararsi nel palazzo anche se nessuno poteva sapere che a spiarli a pochi metri di distanza vi era Darkai –Poveri stupidi il vecchio trucco del temporale funziona sempre adesso i mie fratelli spettri gli faranno passare un brutto quarto d’ora dopo di che se mai arriveranno ai sotterranei mi occuperò io di loro- disse e poi da spettro quale era svanì nel nulla ormai la sua trappola per evitare che Noland e il suo gruppo avesse sostegno era partita e solo quella di Stefan doveva scattare ancora. Una volta entrati nel imponente palazzo Liliana si guardava introno rabbrividita dal luogo –E se tornassimo indietro- suggerì mia sorella sforzandosi di sorridere anche se la sua faccia era avvolta dal ansia infatti era troppo strana la cosa e solo in seguito avrebbero scoperto che quel palazzo era stato distrutto più di cinquantenni fa da un incendio e che nessuno nemmeno i suoi proprietari si era salvato dalla catastrofe, il piano di Darkai era semplice ma effige infatti una volta nella casa avrebbe fatto in modo di dividere il gruppo, che, cosi facendo avrebbe fatto rivivere grazie ai suoi poteri paranormali la paura e il panico ad Alan e il suo gruppo ma nel frattempo Alan trascino con se Phoenix,Brendom per andare in giro per la magione lasciando completamente sola mia sorella, se fossi stato li avrei avuto molto da obbiettare sulla cosa, mia sorella andò verso la sala grande e non appena entrò un tuono colpi nelle immediate vicinanze e lei chiuse gli occhi di colpo in segno di paura e di fatti si era ben spaventata ma del resto durante un temporale era più che ovvio ma lei e solo lei avrebbe scoperto la terribile verità di quel palazzo.
Una volta dentro si guardò rapidamente in torno e tutto sembrava voler dire qualcosa ma ecco che le sue domande cominciavano a farsi sentire –E strano…perché nessuno non ci ha detto niente che siamo entrati, potrebbe essere un palazzo abbandonato certo ma questi quadri…il loro stile risale a troppi anni fa e questo in particolare del Leggendario eroe Anrì era stato distrutto in un incendio di un pala...- si interruppe sul nascere quando ebbe la strana sensazione che quello fosse il palazzo che custodiva l’unica rappresentazione del eroe più grande mai esistito e comincio a realizzare qualcosa se non che una sua nuova futura amicizia decise di dirle di più infatti alle sue spalle appari un Gastly, siccome mia sorella era e de ancora oggi dotata di poteri magici avvertiva la presenza di questo essere prima ancora che questi potesse apparire –Ti ho notato prima sai, ho sentito i tuoi discorsi- disse il Pokèmon –Lo so toglimi una curiosità tu vivi qui- chiese mia sorella –Si e da quasi venti anni che vivo qui e visto che siamo in tema di questa magione ti posso assicurare che e apparsa solo di recente qualcuno vi ha ingannati con la magia nera- disse il PoKèmon e ad un certo punto l’organo al centro della sala comincio a suonare da solo e a mia sorella cominciarono a tremare le ginocchia infatti dopo che Gastly finì la sua frase sparì nel nulla e lei si ritrovo da sola e non poteva nemmeno scappare infatti la porta si chiuse dietro di se –Ehi chi cè qui…su fatti vedere se nei ai il coraggio- disse titubante ma la musica proveniente dal organo continuava ma lei non avvertiva la presenza di nessuno nemmeno il Gastly di prima, la musica che usciva da quel organo era al dir poco spaventosa sembrava quasi un requiem ossia una di quelle melodie che si suonano durante i funerali e siccome mia sorella era molto debole in fatto di ricordi qualcosa cambio in quella sala, forse Darkai l’aveva stregata in maniera tale da far rivivere dei ricordi, e mia sorella rivedeva la lunga agonia di nostra madre da quando si ammalò fino al giorno del suo funerale.
Intanto in lei cominciavano ad affiorare anche sentimenti di colpa infatti ha sempre ritenuta sua la colpa della morte di nostra madre, nostra madre si ammalò un giorno quando era fuori con mia sorella a raccogliere i fiori a quei tempi era ancora piccola forse si riteneva responsabile della sua malattia; in un certo senso la trappola di Darkai stava funzionando alla perfezione se non fosse stato per il fatto che dopo un rapido giro Ala e il suo piccolo gruppo si accorsero che Liliana non era più dove l’avevano sciata e cosi dopo aver cercato di nuovo per tutto il palazzo, intanto nel salone mentre mai sorella tremava tanto che era sconvolta; Darkai prese le mie sembianze e apparve a Liliana –Ah Noland grazie al cielo ti prego fai qualcosa- disse mia sorella a quello che in realtà era Darkai, quest’ultimo sapeva benissimo che mai sorella data la sua capacità di controllo del fuoco era la più pericolosa per i suoi piani e cosi prese in mano la sua trappola ormai scattata e decise di distruggere mia sorella partendo dal suo subconscio –Perché mai dovrei aiutarti, infondo questo e stato tutta colpa tua se tu non avessi fatto sempre quello che volevi nostra madre sarebbe ancora viva- disse quel mostro infame e mia sorella rimase sconvolta infatti Darkai grazie ai suoi poteri psichici aveva creato delle copie illusionarie anche di tutti gli altri che come lui accusavano ingiustamente Liliana, ma per sua fortuna questa tortura si interruppe perché Darkai si accorse del arrivo di Alan che stava tentando di sfondare la porta e cosi annullo tutto il suo infame piano e si dileguo nel aria lasciando svenuta mia sorella.
Intanto il gruppo di Edward era in viaggio senza mai fermarsi e Mack e Knukles continuavano a discutere dello Smeraldo Gigante e mio cugino continuava a stare vicino a Erika –E dai passerotto non ti dà tormento il fatto di vedere il proprio futuro marito stanco sono ormai parecchi giorni che camminiamo possiamo fare una pausa- chiese ad Erika e infatti viaggiare anche di notte non era il massimo della vita –No neanche per sogno dobbiamo arrivare alla metà prima che gli uomini di Ashard si muovano verso Ostian altrimenti sarà tutto inutile- disse –Sia che da un po’ di tempo non ti riconosco più, che fine ha fatto la vecchia Erika? Che fine ha fatto la donna di cui mi sono innamorato?- disse Edward, probabilmente per far capire a Erika che in questi ultimi tempi era troppo cambiata –Scusami, ma…voglio solo rendermi utile…ma si dai facciamo una pausa a dire la verità sono stanca anch’io- disse Erika e poi diede un bacio sulla bocca a Edward; non che fosse la prima volta ma cèra sempre qualcuno che rimaneva sorpreso della cosa.
Intanto nella vecchia magione stregata Alan e il suo gruppo aveva portato fuori dalla villa Liliana che appena riprese i sensi si ritrovò fra le braccia di Phoenix –La ringrazio signore- disse mia sorella –Dovere professionale Lord Liliana- disse il mercenario –Alan ascolta ho scoperto delle cose su quella magione…- disse ma si blocco sul nascere non pensava che Alan gli avesse potuto credere e cosi nonostante Alan gli chiese di continuare lei non disse niente e continuarono il loro cammino.