.:La Splendida Elisa:.


Mentre attendevamo decidemmo di aspettare fuori e ben presto vidimo una ragazza che a colpo d’occhio aveva qualche anno in meno di me, anche se in fascia d’età era sui trentanni anche lei insomma era una mia coetanea d’età.
- Signore siete voi- mi disse la ragazza –Si sono il figlio del Marchese, per caso e lei la ragazza che aveva chiesto a mio cugino di accompagnarla- gli chiesi –Si il mio nome e Elisa, penso che vostro cugino vi abbia spiegato il motivo di ciò- mi disse e io intanto mi girai verso Edward –Si mi ha già detto tutto- dissi e poi mi voltai di nuovo verso Elisa –E mi dica come mai viene a chiedere a me questo genere di cose- gli chiesi –Purtroppo la mia famiglia non puo permettersi alcun tipo di servizio poi che e molto povera e siccome da un po’ di giorni il piccolo tragitto che faccio da qui alla foresta sta diventando sempre più pericoloso mi domandavo se lei poteva accompagnarmi sia in andata che ritorno- mi disse, io personalmente non avevo niente in contrario e accettai di buon grado la sua richiesta infondo anche se erano ormai dieci anni che non svolgevo un compito del genera mi sentivo ben carico e pronto a tutto, infondo dopo aver sconfitto me stesso pensai di aver visto tutto ma il tempo mi avrebbe rivelato il contrario.
Dopo aver lasciato mio cugino seguimmo un piccolo sentiero che portava dal villaggio vicino a palazzo verso una foresta dalla vegetazione in alcuni tratti molto fitta e questo era un ottimo terreno per tendere imboscate e non mi stupii del fatto che Elisa volesse qualcuno che l’accompagnasse quello che non capivo e perché mio cugino lo avesse chiesto a me…non che mi dispiacesse stare con lei a quei tempi, se solo avessi saputo come sarebbe andata a finire tutta la faccenda che in seguito si sarebbe svolta avrei avuto un motivo per accompagnarla, ma non so come dire…quando entrai da solo nella foresta con lei mi sentivo strano aveva come una specie di fitta allo stomaco. Dopo qualche ora di cammino arrivammo in un punto della foresta dove non vi erano alberi che bloccassero i raggi del sole e il piccolo spazio era ricolmo di fiori ma d’altronde era normale infatti eravamo in piena primavera ma quelli avevano qualcosa di diverso infatti sembravano quasi magici e trasmettevano calma e serenità –E questa la sua metà vero signorina Elisa- dissi ad Elisa mentre mi guardavo attorno con circospezione ormai per esperienza sapevo che qualunque posto anche il più calmo poteva diventare un vero inferno –Si, sa Signore vengo qui spesso anche se non tanto per raccogliere la frutta della zone ma più che altro per il panorama, venivo spesso qui con mio padre da bambina…- mi disse però sembrava triste mentre mi parlava dei tempi passati con suo padre –Mi dica una cosa, so che potrebbe essere doloroso ma suo padre e moto vero- gli chiesi –Si purtroppo…ancora oggi non accetto questa cruda verità ma vengo qui ogni volta che posso, qui e come se lo avessi sempre vicino- mi disse intanto mi sedetti e alzai un attimo lo sguardo al cielo e d’era cosi azzurro da sembra quasi finto, sembrava uscito dalla mano di qualche artista talmente era limpido. - E tranquillo come posto questo vero- mi disse Elisa –Si molto tranquillo ma nonostante ciò non posso abbassare la guardi, purtroppo e la mia educazione di soldato a impedirmelo- gli dissi –E normale infondo, nella vita non si sa mai cosa possa accadere- mi disse e poi mi sorrise e poi non so per quale assurdo motivo arrossii, non era la prima volta che una ragazza mi sorrideva ma quella volta fu diverso infatti mi si struggeva il cuore al idea che una cosi bella ragazza fosse cosi gentile verso tutti, purtroppo il mondo era e de rimasto un brutto posto pieno di persone che mirano al potere e alla supremazie e lei non sembrava renderne atto di ciò infatti mi sembrava gentile sempre e con chiunque senza distinzioni di classi sociali o altro –Mi dica una cosa signore lei per caso a già una ragazza che le e stata data in sposa- mi disse e io ero un po’ imbarazzato anche se il tempo lo avrebbe dimostrato lei sembrava provare qualcosa per me –Beh…ecco...- dissi ma non sapevo proprio come continuare il discorso –Che domande signore, e immaginabile che lei e già il promesso sposo di qualche ragazza- mi disse e poi si volto dal altra parte però io gli misi una mano sulla spalla e poi gli dissi –A dire il vero io non sono il promesso sposo di nessuno- gli dissi e sembrava che i suoi occhi si riaccendessero –Vorrebbe dirmi che non ha una promessa sposa- mi disse –Esatto, per il momento sono solo e non ho nessuna futura moglie- gli dissi –Pensavo che alla sua età uno del suo rango avesse già una futura moglie- mi disse –Quello se mai e mio cugino io non sono molto per queste cose ma se un giorno succederà ne sarei ben lieto, infondo non e possibile ristare solo tutta la vita- dissi –E vero e impossibile immaginare la propria vita senza nessuno accanto- mi disse e senza che ne io ne lei cè ne rendemmo conto eravamo vicini molto vicini e se mio cugino fosse stato li ci avrebbe preso per due futuri sposi, non so per quale motivo ma mi abbraccio –Senta signore…io…questo deve essere un sogno- mi disse –Allora non voglio svegliarmi se questo e un sogno- dissi. Intanto qualche secolo più avanti Tails stava preparando una delle sue solite invenzioni stavolta era in considerazione una macchina del tempo che avrebbe dovuto riportarlo nel mio ti tempo però il tutto era fatto solo per una visita di piacere infatti lo avrebbero seguito anche i suoi amici –Allora Tails a che punto siamo qui- disse Sonic –A buon punto, sai strenne buona cosa andare a chiamare gli altri cosi posso mettere in funzione la macchina del tempo- disse Tails –Bene allora vado ad avvisare gli altri- disse Sonic e poi corse ad avvisare gli altri membri del gruppo.
Mentre Tails si preparava a tornare al passato, io continuavo a guardare Elisa con occhi sognanti infatti non riuscivo a figurarmi un motivo ma verso di lei sentivo qualcosa e lei provava la stessa cosa verso di me e questa cosa stava diventando ogni minuto ben più del semplice rapporto di lavoro, ossia io che la dovevo proteggere da eventuali malviventi –Senti smettiamola di farci questo prima che…- mi disse e poi non so per quale ragione assurda, ancora oggi mi domando quale motivo mi spinse a fare ciò, le nostre labbra si avvicinavano però dopo io mi allontanai, ero quasi imbarazzato dalla cosa e poi non riuscivo a spiegarmi quello che stavamo facendo e anche lei non ne capiva il motivo –Signore mi scusi se…- mi disse –Tranquilla niente di grave e solo che…- non riuscivo a trovare le parole per continuare la frase quando mi cadde l’occhio su una strana sagoma che avevo scorto in quel momento fra gli alberi che circondavano il piccolo antro verde e poi in solo istante sentii l’aria infrangersi come se fosse attraversata da qualcosa il suono mi era familiare era il suono di quando una freccia viene scagliata a tutta forza verso un bersaglio. Cosi con gran rapidità gettai a terra Elisa per evitare che venisse colpita e poi, secondo mio cugino in quel momento avrei fatto la figura del grande eroe anche se non en sono molto convinto ancora oggi mi domando cosa mi spinse a fare quella pazzia, mi misi fra lei e la freccia non sto a specificare che mi colpii ma dato che ero più alto di Elisa se la freccia si fosse abbassata appena di qualche centimetro mi avrebbe colpito in pieno cuore e avrei potuto dire addio alla vita ma per mia fortuna avevo indosso l’armatura che mio padre portava quando aveva la mia età e anche se già erosa dai numerosi combattimenti affrontati dal mio vecchio resisti bene al colpo evitando a la freccia di entrare in profondità nella spalla ma un po’ di sangue lo perdevo ugualmente.
-Signor Noland- disse Erika e poi alle sue spalle arrivò un altro uomo che la blocco intanto io estrassi la feccia dalla mia spalla e estrassi la mia arma ma proprio in quel momento quel malvivente punto la lama della sua spada verso la gola di Elisa –Se ci tieni alla sua vita possa l’arma a terra- mi disse e qui cominciai a pensare, se lo avessi attaccato avrebbe ucciso Elisa ma se non avessi fatto niente l’avrebbero rapita o peggio ancora l’avrebbero uccisa ugualmente però poi accennai la mia resa ma Elisa mi stava dicendo più volte di non pensare a lei e di attaccare però alla fine posai la mia arma a terra –Bravo ragazzo adesso rimani in mobile e non giocarmi qualche brutto tiro- mi disse l’uomo che intanto stava arretrando in quel momento però uno dei suoi complici mi arrivò da dietro, molto probabilmente con uno di quei fili che usano di recente i sicari per far fuori le loro vittime senza farsi notare troppo, e l’aria comincio a mancarmi e ben presto caddi in ginocchio però la fortuna aveva buone intenzioni su di me infatti mentre ero svenuto arrivò un aiuto inaspettato infatti si apri una porta magica nel cielo e da li cadde una mia vecchia conoscenza intanto un'altra mia vecchia amicizia salvava Elisa.
Quando ripresi i sensi vidi un volto familiare –Ehi Noland mi senti…hi…sveglia Noland- mi disse e poi quando aprii gli occhi del tutto comincia a riconoscere quel muso nero e quelle orecchi appuntite –Tails ma che ci fai qui…mi e passato sopra un cavallo- dissi –Eh le spiegazioni a dopo- mi disse –Finalmente si e svegliato il principino- disse una voce da lontano –A signore questo e un regalo per lei- disse un uomo accanto a Tails e quando riuscii a riprendermi del tutto mi accorsi che era mia sorella –Fratellone stai bene- mi disse correndomi incontro –Ciao ma come mai qui- dissi –Vedi Noland tua sorella era stata fatta prigioniera dal Re- mi disse e poi mi resi conto, inizialmente ero troppo intontito per capire chi era quella persona, che era Alan –Alan ma che ci fai qui, e poi cose questa storia- dissi a Alan –Non ne sono sicuro ma credo fosse un piano di Ashard per attirarti da lui ma qualcuno ha cantato come un gallo al sorgere del sole e io e il mio gruppo siamo intervenuti prima che fosse troppo tardi- mi disse –Ti ringrazio dal profondo del mio cuore- gli dissi –E anche questo e un lavoro per cui non sarò mai pagato, ma del resto te lo devo siamo stati amici molto allungo- mi disse –Capo quale sarà la prossima mossa- disse un uomo a Alan –Non saprei qui il nostro lavoro e finito, rimetto la cosa a te Noland- mi disse Alan –Non saprei se quel vigliacco a cosi tanto coraggio da rapire mia sorella allora questo vuol dire guerra, in questo caso dirigiamoci tutti a palazzo da mio padre li potremmo prendere una decisione definitiva al problema.
E cosi ci dirigemmo tutti a palazzo però prima dovevo accompagnare Elisa a casa però stranamente mi disse che mi avrebbe seguito a palazzo per raccontare a suo fratello del accaduto, questo voleva dire che suo fratello era fra gli uomini che prestavano servizio militare per il regno ma mai mi sarei aspettato di sentire di far chiamare quel nome, lo stesso nome che la stessa mattina aveva dato tanti problemi a mio cugino –Elisa finalmente, come mai sei coperta di lividi- mi sentivo mancare appena vidi Mack –Ecco ero andata nella foresta come al solito quando dei banditi mi hanno aggredito ma per fortuna Lord Noland e il suo gruppo mi hanno aiutato- disse Elisa –E tua sorella- dissi –Noland…ti sono debitore, si e mia sorella ma lasciando stare questi dettagli ti ringrazio considerami tuo debitore- mi disse –E stato un gioco da ragazzi ma l’aiuto di Tails e Alan ha giocato un ruolo importante- dissi non avevo il coraggio di dirgli che ero solo svenuto –Ad ogni modo sono tuo debitore- mi disse e poi arrivo mio padre e ben presto mandai a chiamare anche Edward e in fine ci mettemmo a tavolino a discutere su cosa fare ma una cosa era certa, gli ultimi fatti parlavano chiaro il rapimento, gli attacchi ai villaggi e ad altri regni questo voleva dire solo una cosa: Guerra!

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