.:Edward Tale Edining:.


Mentre cercavo di spiegare a mio papà cosa fosse successo mi accorsi che Liliana e Roy erano tornati indietro per vedere come stavo –Papà come mai qui- chiese la piccola bambina –Finalmente dopo quasi un mese ti rivedo Liliana dove tuo fratello- chiese Hector a sua figlia –E andato verso il villaggio però siccome a detto che era pericoloso ci a rimandato indietro sapendo che qui cèra Edward- disse la bambina –Bene adesso però Edward rimani qui noi andiamo avanti- disse mio padre e in quel momento un gruppo di soldati ci circondarono e un uomo si fece strada verso di noi –Bene ecco finalmente il gruppo di traditori uomini non risparmiate nessuno- disse –Tu chi saresti- chiesi-Non ti serve sapere il mio nome visto che fra poco andrai al altro mondo- mi disse –Bene Edward adesso porta via di cui i bambini ci pensiamo noi a questi miserabili- mi disse mio padre –No padre porterò al sicuro i bambini ma io rimango qui al tuo fianco- gli dissi –No questo e un ordine fuggi vai via di cui- mi urlo –No…tu mi ai insegnato a non fuggire di fronte al nemico e io non fuggirò- dissi –Tranquillo zio noi sappiamo badare a noi stessi- in quel momento alcuni uomini diedero addosso a mia cugina e Roy però un getto di fuoco fatuo piovuto dal celo li mise fuori gioco –Vi serve una mano- disse Eri che per tutto questo tempo ci aveva seguito dal alto –Si, puoi portare via di cui Liliana e Roy- gli dissi –Senza alcun problema però guardatemi le spalle- e mentre noi davano resistenza e tempo a Eri questa riuscii a portare in salvo mia cugina e Roy senza alcuna difficoltà e in quel momento mio padre mentre era impegnato in uno scontro diretto con il capo degli uomini subii una grave ferita allo stomaco –Oswin, su rialzati non e il momento degli scherzi- disse Hector mentre cercava di tirare suo mio padre –Fuori uno…-disse l’uomo che aveva colpito a morte mio padre –Padre- urlai e poco dopo ero addosso al assassino di mio padre. -Fratello…dove mio figlio…-disse mio padre a Hector –E li e sta combattendo- gli disse ma mio padre fece un semplice sorriso e poi chiuse gli occhi per sempre e solo dopo realizzai che il suo ultimo pensiero fu verso di me e mia madre ma in quel momento non ci pensai avevo una sola idea in quel momento: vendetta! -Che cosa pensi di fare ragazzino- mi disse l’uomo –E semplice strapparti il cuore dal petto- dissi e quelle erano le mie vere intenzioni infatti in quel momento non pensavo molto come ogni tanto mi succedeva in battaglia…agivo senza pensare a come lui avrebbe potuto muoversi in base a quello che avrei fatto agivo semplicemente e dopo lunghi tentativi lo chiusi in un angolo e finalmente avevo l’occasione di fare giustizia.
Purtroppo siccome in quel momento la mia mente era offuscata solo da rabbia e sentimento di vendetta l’uomo riuscii a disarmarmi senza alcun problema e in un solo istante mi ritrovai a terra ma non mi arrendo e mai mi arresi cosi facilmente infatti mi rialzai subito e dopo poco lo chiusi in un angolo –Adesso cosa fari cavaliere- mi disse ma non riuscivo a rispondere il combattimento mi aveva sfiancato e avevo il fiatone tanto ero stanco però la forza di puntargli la mia lancia al cuore l’avevo ancora –La tua scelta mi sta bene infondo e giusto cosi ma dimmi la verità non ti senti più tanto l’eroe che credevi di essere vero- mi disse e in quel momento mi paralizzai….quelle parole…quelle parole per me ebbero un effetto strano in un attimo tutto quello che sapevo e di cui ero certo si frantumo in mille pezzi come un vaso di terra cotta che cade dalla sua base era una sensazione strana e impiegabile. -Ti consiglio di lasciarmi vivere uccidermi non riporterà qui tuo padre- mi disse –Sta zitto…- dissi –Sei solo uno sciocco- mi disse e io lo guardai con aria sconvolta –Dai davvero credito agli ideali per cui combatti ancora voi ribelli non avete capito che l’unico modo per avere quello che si vuole e di schierarsi dalla parte del Re- mi disse –E cosi che voi ottenete quello che si vuole? Eliminando persone innocenti- gli dissi tenendo sempre la mia arma puntata sul petto –Questi sono gli ordini io mi limito solo ad eseguire- mi disse e a quel punto cercai di fare una pressione maggiore –Sei solo un debole, se vorresti davvero eliminarmi lo avresti già fatto da un po’ e questo mio caro ragazzino e la grande differenza che ci separa- e dopo afferrò la mia arma e sfrutto quella situazione a suo vantaggio gettandomi a terra una seconda volta e quando cerco di colpirmi io ripresi in mano la mia arma ma questa volta presi, nonostante non fossi un gran che, la spada che mi aveva dato mio papà il giorno prima di conoscere mio cugino –Sei un bravo spadaccino- mi disse –E non ai visto niente essere spregevole- gli dissi e poco a poco ebbi di nuovo il coltello dalla parte del manico.
Dopo poco cominciai a tornare in me ma per poco tempo infatti mi chiesi una cosa –[Se papà fosse qui cosa farebbe]- ma non trovai risposta finche non mi ricordai di quel giorno... in cui mi disse…-{Per un cavaliere non avere il coraggio di ammette il proprio essere e come essere sconfitti sin da subito e senza paura non cè coraggio, ricordalo sempre…un cavaliere e votato al coraggio!}- non so come mai proprio quelle parole ma mi rimbombavano nella testa e a quel punto presi in mano il mio destino….avevo un motivo anch’io per svegliarmi alla mattina e affrontare ogni situazione durante la giornata, avevo una ragazza che amavo e che mi amava e con suo padre avevo ritrovato un po’ una famiglia e cosi decisi di farla la finita con il mio avversario e cosi strinsi la mai arma con una forza tale che mi taglia io stesso nonostante tenessi in mano la parte non tagliente e non so come e in che modo ma praticamente gli conficcai la spada nello stomaco trapassandolo e i presenti, ossia i suoi uomini e mio zio e tutti gli altri rimasero sconvolti infatti non dissi nulla impugnai la spada e colpii…un gesto semplice e familiare. Dopo che lo colpii guardai la spada intinta del rosso del sangue del mio nemico e dissi –Ora giustizia e stata fatta- e poi gettai la spada atterrà –Edward….non riesco a capire…e la prima volta che vedo un cavaliere agire con una tale classe se possiamo dirla in questo modo- mi disse mio zio –Forse ora sei più forte anche di tuo padre se Noland ti avesse visto forse avrebbe ripreso ad allenarsi seriamente- e a quel punto illuminai –Noland….Devo andare zio devo avvisare Noland- dissi mentre mi voltai verso il villaggio –Aspetta veniamo con te- disse Eliwood –E troppo tardi ormai vado da solo- dissi mentre correvo verso il villaggio –Noland non temere to arrivando!- dissi mentre mi avviavo di gran corsa verso il villaggio.
Intanto da lontano –Wow la festa e già iniziate- disse Sonic –Vero però e meglio non intervenire prima di riuscire a capire come si svolgerà la battaglia- disse Greil –Bene prepariamoci mi auguro che Tails se la cavi- disse il riccio –Non avrò problemi quello che mi preoccupa sono Alan e Noland. Non si direbbe ma sono ancora troppo deboli per affrontare una simile sfida- disse Greil –Bene io direi di far una visitina ad Ashard tu che dici? Cosi almeno ci infiliamo ad una sua festa- disse Sonic sorridendo –Sei sempre il solito- disse Greil e i due si allontanarono.